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I girini di Paganini

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Paganini
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I girini di Paganini

Post by Paganini » 15/03/2016, 22:36

Anch'io creo il mio angolino personale per ospitare i miei giri-pseudoclassiche.

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Last edited by Paganini on 13/06/2016, 10:23, edited 7 times in total.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 27/10/2016, 16:45

Camenzind wrote:Interessante idea..seppur mi sembra massacrante dal punto di vista logistico nelle prime tappe isolane...

PS . Ma come le fate le cartine così belle? Qualche programma o photoshop?
Io ho usato una vecchissima versione di Illustrator (la CS2, adirittura) caricando una mappa SVG dell'Italia. I percorsi li ho disegnati a naso, non so se esiste un modo più accurato.

Ne approfitto per presentare la prima settimana di corsa. A mio parere almeno una tappa collinare andrebbe eliminata per fare spazio ad una volata. Forse dovrei appiattire la tappa di Bastia -senza Teghime- e mettere l'arrivo della seconda a Nuoro e non al Monte Ortobene.
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mike4296
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Re: I girini di Paganini

Post by mike4296 » 27/10/2016, 20:54

Interessante... curioso di vedere le inedite Rifugio del Fragno e Monte Malaina :beer:

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 20/11/2016, 18:50

Giro del Gargano
Peschici - Vieste, 238 km, 3300 m D+
Dura Classica ambientata nel nord dell Puglia. Oltre al famoso Monte Sant'Angelo il più duro Valico del Lupo ai -30 e il passaggio su due muri cittadini sono gli elementi di principale interesse.
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(ultimo chilometro escluso)

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Camenzind
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 25/11/2016, 17:35

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italyswiss
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Re: I girini di Paganini

Post by italyswiss » 14/12/2016, 22:29

Bellissima classica!

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 21/01/2017, 20:28

Una classica di inizio stagione, intenzionalmente breve, la più meridionale del circuito internazionale:
CLASICA DO SURTE
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Una corsa caratterizzata da facili strappetti, tre non banali tratti in sterrato e, soprattutto, dal vento: basti pensare che la città di arrivo è sede della più grande centrale idroelettrica sudamericana e quella di partenza un apprezzato luogo di wind/kitesurfing.
Dopo l'inizio, dolcemente vallonato e con un tratto in sterrato di cinque chilometri (tratti tutti in egregie condizioni, si può vedere con StreetView) si hanno cinquanta chilometri rettilinei a poche decine di metri dall'Oceano, battuti dal vento laterale (e da qualche fastidiosa ventata sabbiosa). L'atmosfera si ripete in Rada Tilly, ai -50, inframmezzata da due delle non difficili salitelle che caratterizzano la corsa: brevi e mai eccessivamente pendenti ed in doppia cifra. I due brevi settori in sterrato sono questa volta in salita, più accentuata nell'ultimo.
Dall'ultima breve asperità, il chilometro scarso di El Alvear, mancano sei chilometri tra discesa e rettilineo finale in leggera salita (chilometro finale al 3%) con i 100 metri finali all'8% per uno sprint da calcolare al millimetro per poter essere veramente efficace. Sprint a ranghi ristretti che comunque è tutt'altro che certo.


GPM: Punta del Marqués (143 m, 1.8 Km al 6.7%, Km 102.5), Rada Tilly (92 m, 1.1 Km al 6.4%, Km 117.0), Roque Gonzalez (234 m, 2.9 Km al 5.1%, Km 133.2), Misiònes (132 m, 1.2 Km al 6.2%, Km 143.4), El Alvear (131 m, 0.9 Km al 6.5%, Km 146.1).
STERRATI: 1. Gaucho Bonifacio Luna (+++, 4900 m, Km 37.6), 2. Comodoro Oeste (+++, 2800 m, salita, Km 130.0), 3. El Triunfo (++, 1100 m, salita, Km 139.1).
maps/viewtrack/hd/102476

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 03/05/2017, 0:34

Ritorno sul mio post dopo un bel po' per dedicare una corsa a Michele, ambientata nelle zone che ha vissuto ed amato, e soprattutto nella città che lo ha dato alla luce, cresciuto e strappato via prematuramente.
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Classica simile ad una tappa marchigiana della Tirreno, lunga, mossa e ricca di strappi di ogni natura.
La prima parte è quella più altimetricamente variegata e con le salite più lunghe: la prima è subito seria, con l'ascesa al centro storico di Cingoli culminante con un muro di 1500 metri all'11,5%. Muro che non pone problemi di passaggio, dato che la carreggiata è abbastanza larga e il gruppo sarà abbastanza allungato dai precedenti chilometri in non dura salita.
Dopo le due brevi ed irregolari ascese di Apiro e Domo la corsa entra in uno dei suoi punti più simbolici, la Castelletta.

«La cima Scarponi si chiama Castelletta, è dalle parti di casa mia, ed è lì che mi testo»
Sette chilometri al 7,5% irregolari con il secondo al 10% una sorta di San Vicino in miniatura, un piccolo Cippo per l'Aquila di Filottrano. Dopo la più facile e regolare Serra di San Quirico ed un tratto in falsopiano a scendere inizia il circuito conclusivo di 52 chilometri, da ripetere due volte, ricco di muri: il primo è La Coppa, un breve chilometro al 10%. Il secondo è il terribile Muro di Offagna, che nei suoi due chilometri al 9% nasconde l'Immane Muro, mezzo chilometro iniziale al 16% con punte al 28%. L'ultimo passaggio,a i -26, sarà decisivo per l'esito della corsa, soprattutto perché la discesa, come capita spesso in queste zone, sarà interrotta da un falsopiano a salire e il passaggio lastricato nel centro storico di Osimo. La ultima difficoltà, come nelle sgambate di Michele, sarà l'arrivo a Filottrano passando per Montoro. L'ultimo muro, 800 metri all'11%, sarà ai -9. Di qui niente discesa ma un mangia e bevi continuo fino al traguardo, in leggera ascesa (3-4%) negli ultimi metri,

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 26/06/2017, 14:32

Presenterò qui poco per volta il mio Tour 2017 per il contest, a tema Preistoria.
Dopo un Grand Départ d'effetto la corsa si snoderà attraverso i resti di civiltà preistoriche: Terra Amata di Nizza, Marsiglia, le grotte pirenaiche, le palafitte delle Alpi ed altri.
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La sesta tappa prevede il primo arrivo in salita, se si esclude lo strappo duro ma breve che conclude la seconda. Arrivo che manca dal Tour dal lontano 1990, in una tappa in cui gli onori parziali spettarono a Lejarreta e la gialla a Chiappucci.
In una media montagna più da Giro che da Tour la fanno da padrona, dopo la lunga scalata dell'Aigoual ai -110, i
Grands Causses, dei plateau rocciosi che popolano in quantità copiosa l'Aveyron. La tappa entra nel vivo negli ultimi 30 km, dopo il passaggio sotto il gigantesco Viadotto di Millau: prima la Cote de Creissels, la più arcigna delle due, poi la salita finale, più lunga ma non eccessivamente pendente che porta al Causse Noir. Qualche piccolo distacco ci sarà di sicuro.
Tour Preistorico: il Causse Noir è uno dei primi luoghi abitati della Francia, memore del passaggio dal nomadismo al sedentarismo e dell'arrivo della scrittura portata dai Romani nel 700 a.C. circa.

GPM: Col de la Lusette (1° Categoria, 1344 m, 16.9 Km al 6.5%, Km 97.8), Cote de Nant (2° Categoria, 796 m, 5.0 Km al 6.1%, Km 143.4), Cote de Creissels (2° Categoria, 728 m, 4.2 Km al 8.2%, Km 186.5), Causse Noir (1° Categoria, 834 m, 7.4 Km al 6.4%, Arrivo).

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