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I girini di Paganini

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I girini di Paganini

Post by Paganini » 15/03/2016, 22:36

Anch'io creo il mio angolino personale per ospitare i miei giri-pseudoclassiche.

INDICE
Last edited by Paganini on 13/06/2016, 10:23, edited 7 times in total.

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Re: I girini di Paganini

Post by italyswiss » 24/04/2016, 22:10

Bella la quarta tappa zizi

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 03/05/2016, 14:53

Rapido teaser sul concorso RULOZ
Il primo arrivo in salita del Giro sarà abruzzese. Salita morbida ma tappa tutt'altro che priva di difficoltà.
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Pigna
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Re: I girini di Paganini

Post by Pigna » 03/05/2016, 15:40

Paganini wrote:Rapido teaser sul concorso RULOZ
Il primo arrivo in salita del Giro sarà abruzzese. Salita morbida ma tappa tutt'altro che priva di difficoltà.
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Sono cuorioso :babbo:

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Sagan99
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Re: I girini di Paganini

Post by Sagan99 » 03/05/2016, 17:41

Ahia! :mrgreen: qui solo presentazioni professionali clap
"A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente"

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 17/05/2016, 11:51

Altra anticipazione sul percorso del Giro con l'ultimo arrivo in salita. Tappa lunga e dura, con più di 4000 metri di dislivello e rampe assai arcigne nella seconda metà di tappa. Più del Daone, particolarmente tosta è la salita che si inerpica da Prezzo, al 10% di pendenza media. Il Maniva ritorna al Giro dopo il mancato appuntamento dell'edizione 2006.
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Re: I girini di Paganini

Post by Pigna » 17/05/2016, 14:17

Ottimo, è da tanto che non vedevo il Maniva, anche in percorsi fantasy.

A cosa ti sei ispirato per l'altimetria?

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 17/05/2016, 14:30

Pigna wrote:A cosa ti sei ispirato per l'altimetria?
Nulla in particolare, ho cercato di fare qualcosa di simile allo stile minimalista del Giro, come le altimetrie che mostrano a metà tappa

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 22/05/2016, 14:27

Altra anticipazione con uno dei tanti sconfinamenti di questo Giro: dopo l'Olanda e prima della Francia, la carovana rosa si tingerà di biancoazzurro facendo tappa nella repubblica più antica del mondo, San Marino. Ovviamente il percorso è estremamente ondulato e la tappa, seppur breve, è cattiva e ricca di insidie. La salita più lunga di giornata è Chiesanuova, a 30 km, dal traguardo, con rampe che arrivano fino al 14%.

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Re: I girini di Paganini

Post by Pigna » 22/05/2016, 14:33

Continua così con le altimetrie che noi osserviamo con grande attenzione.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 23/05/2016, 13:34

Continuo a presentare le tappe con quella che forse è la mia preferita, sia per contenuti tecnici che per la bellezza dei panorami attraversati dalla carovana.
QUARTA TAPPA
POLIGNANO A MARE - MATTINATA
La prima tappa italiana del Giro si svolge dopo il giorno di riposo e il trasferimento nel Bel Paese, trasferimento reso più comodo dall'esistenza di un volo diretto Maastricht-Bari.
Il via viene dato nella vicina Polignano, terra natia di Domenico Modugno e città dalle bianchissime scogliere
Spoiler!
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e la tappa si snoda tranquilla per i primi 150 km, dolcemente ondulati tra Murge e Tavoliere, passando per Andria e Bari. Poco dopo Manfredonia (TV) la pianura finisce: la strada inizia a salire verso Monte Sant'Angelo, primo GPM di una certa sostanza del GIro (2° Categoria), con i suoi 10 km al 6%, pedalabili, su strada ricca di larghi tornanti
Spoiler!
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La discesa, che inizia ai -40, è sullo stesso tenore della salita: lunga, non ripida, larghi tornanti, fino all'arrivo a Mattinata e alla successione dei due brevi strappi (Sperlonga e Palombari) che con tutta probabilità decideranno la corsa: specialmente il secondo, con punte al 15% è il punto ideale per un attacco, dato che i 10 chilometri finali sono tutti in discesa, eccettuato il rettilineo finale. Maglia rosa che, con buona probabilità, cambierà di nuovo proprietario.

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Baia dei Mergoli, a Mattinata

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Re: I girini di Paganini

Post by Lory94ITA » 24/05/2016, 11:12

Poi boh...tutte le volte che entro in questa clinica del seme l'unica cosa che mi viene da dire è...esticazzi :shock:
Veramente tantissima roba, sia dal punto di vista delle tappe in sè, ma soprattutto dal punto di vista grafico :ave:

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 25/05/2016, 19:04

Ringrazio e presento un'altra tappa, la sesta, primo arrivo in salita in quel di Ovindoli.
L'arrivo -mi pare- è inedito nel Giro e non è nulla di trascendentale (una dozzina di chilometri al 5% scarso, ammirevoli nella loro regolarità ed assolutamente privi di punte di pendenza), ma la tappa è altimetricamente senza riposo per tutti i suoi 164 km. Sella Cocullo e Forca Caruso sono simili in tipologia alla scalata finale, lunghe ed assai pedalabili, ma lo spauracchio è quello di Goriano, 4 chilometri e mezzo al 9% con due chilometri rettilinei fissi al 10% posto a 45 km dall'arrivo. Tappa che, più che essere dura, sarà assai stancante per l'intero plotone.
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 26/05/2016, 21:50

Molto bella la tappa di San Marino...
Mi aspettavo di più da Sulmona vista la presentazione..

PS. anche io ho fatto Monte Sant'Angelo :)

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 29/05/2016, 12:25

Presento la prima settimana di corsa:

PROLOGO
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Il Giro 2016 inizia con un brevissimo prologo cittadino nel centro storico di Maastricht, su un percorso pianeggiante caratterizzato in gran parte dalla tipica pavimentazione ciottolata olandese.

SECONDA TAPPA
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La prima tappa in linea arride alle ruote veloci. La prima asperità del Giro, l'Eyserbosweg, è troppo lontano per avere qualsivoglia effetto sulla corsa ma assegnerà la prima maglia azzurra.

TERZA TAPPA
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Terza tappa in quel d'Olanda, e omaggio (abbastanza telefonato) ai Berg del Limburgo. Si cerca di non cadere nell'ovvio spostando l'arrivo da Valkenburg ai dintorni di Vaals. Primi 100 chilometri tranquilli per trasferirsi a Maastricht (con sconfinamento belga di una quarantina di chilometri) per arrivare, appunto, a Valkenburg ed affrontare il celeberrimo Cauberg. Si procede con il seguente falsopiano verso Gulpen dove il plotone attaccherà le morbide curve del Gulpenenberg, altro famoso muro della corsa della birra e inizio della Final Ronde, da ripetere due volte. Dopo qualche chilometro in marcato falsopiano si arriva ai piedi del Groenenweg, asperità più lunga e dura della corsa. La seconda tornata il muro sarà affrontato a 16 dall'arrivo ed è l'ideale trampolino di lancio per gli attaccanti. Di qui all'arrivo ci saranno altri due muri, Gemmenich e Drielandenpunt: punto più alto dell'Olanda continentale con i suoi risibili 322 metri e confine, come dice il nome, tra Belgio, Paesi Bassi e Germania. Dopo questo breve muro, affrontato dal versante opposto rispetto all' Amstel, ci sono quattro chilometri di discesa prima dell'arrivo in rettilineo a Vaals. Finale che sarà sicuramente frizzante e che potrà creare qualche minimo distacco, specialmente tra finisseur e velocisti, utile a far cambiare proprietario alla maglia Rosa. Trasferimento aereo verso il Bel Paese tramite il vicino aeroporto di Maastricht.

QUARTA TAPPA
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Il Giro ritorna in Italia con una tappa dal tasso tecnico e dai panorami degni del paese più bello del mondo. Trasferimento verso Bari, servita comodamente con volo diretto da Maastricht, e ripartenza da Polignano a Mare, città dalle bianche scogliere e luogo natale del celeberrimo Domenico Modugno. Primi 150 chilometri dolcemente ondulati tra Murge e Tavoliere per raggungere Manfredonia, luogo del secondo traguardo volante e di inizio della prima salita di giornata: il Monte S. Angelo, primo GPM di una certa importanza (2° Categoria) del Giro con i suoi 10 chilometri al 6% su una strada assai larga e ricca di tornanti. Discesa estremamente scenografica su strade simili a quelle della salita, e arrivo nel circuito finale di Mattinata. Saranno decisivi, in questo spettacolare scenario costiero, i due strappi di Sperlonga e Palombari. Il secondo, più aspro, ha punte del 15% e termina a 10 dalla fine, quasi tutti in discesa. Tappa assai nervosa, che si deciderà in volata ristretta o con qualche colpo di mano nei tratti finali.
GPM: Monte S. Angelo (2° Categoria, 715 m, 9.4 Km al 6.2%, Km 191.9), Palombari (4° Categoria, 351 m, 3.0 Km al 6.8%, Km 221.0).
QUINTA TAPPA
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Dopo la Tirreno Adriatico, torna al Giro il traguardo di Cepagatti in un copione simile: tappa estremamente lunga (245 km) e volata atipica che attende il gruppo.

SESTA TAPPA
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Primo, inedito, arrivo in salita. Nulla di trascendentale (una dozzina di chilometri al 5% scarso, ammirevoli nella loro regolarità ed assolutamente privi di punte di pendenza), ma la tappa è altimetricamente senza riposo per tutti i suoi 164 km. Sella Cocullo e Forca Caruso sono simili in tipologia alla scalata finale, lunghe ed assai pedalabili, ma lo spauracchio è quello di Goriano, 4 chilometri e mezzo al 9% con due chilometri rettilinei fissi al 10% posto a 45 km dall'arrivo. Tappa che, più che essere dura, sarà assai stancante per l'intero plotone.
GPM: Sella di Cocullo (3° Categoria, 1227 m, 18.1 Km al 4.3%, Km 28.7), Ovindoli (1) (2° Categoria, 1366 m, 14.8 Km al 4.5%, Km 66.8), Goriano (2° Categoria, 836 m, 4.4 Km al 9.3%, Km 119.6), Forca Caruso (3° Categoria, 1101 m, 9.9 Km al 4.2%, Km 132.6), Ovindoli (2) (2° Categoria, 1362 m, 14.7 Km al 4.5%, Arrivo).

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Re: I girini di Paganini

Post by Sagan99 » 30/05/2016, 19:34

Ma quanto sono belle le grafiche personalizzate delle tappe

RESPECT! :ave:
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 30/05/2016, 22:23

Molto temibile questo giro clap

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 31/05/2016, 15:25

Continuo a presentare -soffrendo causa pc obsoleto- con la
SETTIMA TAPPA
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Volata più che certa, favorita dal lunghissimo rettilineo finale (15 chilometri!) sul lungomare di Senigallia.

OTTAVA TAPPA
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Sconfinamento in quel di San Marino e tappa assai dura, senza un metro di pianura nella seconda metà e ricca di pendenze in doppia cifra (Poggio Torriana e Chiesanuova le punte più cattive). Tappa da uomini alla Ulissi/Valverde, ma è assai probabile che qualche uomo di classifica accusi serie difficoltà.

NONA TAPPA
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La prima delle due lunghe cronometro individuali è dedicata ai vitigni del Sangiovese. Tracciato impegnativo: nella prima parte breve ma tosta salita a Mont'Ercole (4° categoria) e discesa verso il lungo falsopiano a salire, punto della prova in cui si ssegneranno i maggiori distacchi. Prima di arrivare a Bagno ulteriore asperità e breve discesa.

DECIMA TAPPA
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Gli scalatori che hanno perso terreno nella cronometro di ieri hanno subito l'opportunità per recuperare con una tappa breve ma impegnativa nel Casentino. Le maggiori difficoltà sono tutte dopo Arezzo: prima l'Alpe di Poti, in un versante assai breve ma durissimo (3 km al 12%) con il tratto finale, meno pendente, in sterrato. Discesa dallo Scopetone e si attacca la dura Pieve di Rigutino, più lunga ma con pendenze intorno al 9-10%. Di qui 15 chilometri all'arrivo, equamente divisi tra discesa e pianura per arrivare al traguardo.

UNDICESIMA TAPPA
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Altra tappa per velocisti. Nella prima metà il percorso segue come fido compagno il corso dell'Arno fino a Pisa, per poi dirigersi a nord in terra ligure. L'insidia principale è la facile ascesa della Fortezza di Sarzana, un chilometro al 5% scarso che termina ai -7 dal traguardo. Probabile che qualche sprinter purissimo fatichi per dire la sua oggi, tenendo presente anche la notevole lunghezza della tappa.

DODICESIMA TAPPA
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Non sarebbe Giro d'Italia senza la lunga, ondulata, faticosa tappa per fughe. Si parte da La Spezia e si affrontano per 130 chilometri le scenografiche strade liguri, prima nell'entroterra e poi sul mare. Dopodiché si ha la lunga, pedalabile, scalata al Monte Reixa, fratello minore e vicino del Monte Beigua. La lunga discesa, articolata a mo' di mangia e bevi, porta all'ultima stilettata di giornata: i due chilometri al 10% della Madonnalta, a cinque chilometri dal traguardo di Acqui Terme.

TREDICESIMA TAPPA
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Altra crono lunga, che funge da probante test di guida del mezzo. 40 km che traboccano di curve e saliscendi, seppur non marcati.

QUATTORDICESIMA TAPPA
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Arrivano le montagne. L'arrivo di Sauze d'Oulx (6 km al 9% di media) non si vedeva dal 1986. Il resto della tappa è tutto un falsopiano a salire, con tratti più marcati intorno a Susa, che sicuramente si faranno sentire nei chilometri finali, alcuni dei quali in ciottolato. Che peccato non poter passare per i 2000 metri di Sestriere prima dell'arrivo a Oulx!

QUINDICESIMA TAPPA
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Si attraversa il Fréjus e si parte da Modane per la tappa più dura finora. Veloce tratto in falsopiano a scendere prima di affrontare la prima salita di giornata, il Col du Grand Cucheron, Prima Categoria. Discesa docile e lunga verso Chambery per poi raggungere Le Bourget du Lac, luogo di inizio del terribile Mont du Chat. 14 chilometri al 9%, dove gli scalatori, in evidente debito dagli specialisti delle crono, verosimilmente si muoveranno. Dopo lo scollinamento ai -40 c'è il più facile Col de l'Èpine (2° Cat.) e l'arrivo in discesa a Chambery. Nel giorno di riposo (lunedì) trasferimento via aereo a Venezia tramite il vicino aeroporto di Ginevra.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 01/06/2016, 0:26

Dopo il giorno di riposo votato al trasferimento a Venezia, si ha l'ultima, difficile, settimana con la
SEDICESIMA TAPPA
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che dalle ampie piane venete anela alle impervie strade carniche. Tre sono le asperità di giornata: la più dura è la penultima, la ben nota Cima Porzùs, che però è ben più vicina al traguardo: l'ultima ascesa è solo una breve rampa che prelude alla rapida discesa e ai quattro chilometri in piano verso Cividale.

DICIASSETTESIMA TAPPA
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Si va verso Cortina ma, non potendo toccare buona parte delle pallide vette, con una tappa che arriderà ai finisseur ed agli scattisti. Dopo i due facili passi ed il falsopiano che porta a Cortina, saranno i tre muri cittadini a ridurre in pezzi il gruppo: il primo, più impegnativo, 1 km al 10%, merita la classificazione come GPM. Gli altri viaggiano su pendenze simili ma dalla lunghezza ben inferiore.

DICIOTTESIMA TAPPA
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Vero e proprio tappone dolomitico con 5500 metri di dislivello ed arrivo in salita sulla cima Coppi di questa edizione, i 1840 metri dell'Alpe di Siusi. Oltre alla salita di categoria speciale il menu presenta altre due ascese di Prima categoria: la bruciante Vallarga, che arriva ad un 9.5 di pendenza media pur con tratti in contropendenza, e la pirenaica ascesa che porta a Plancios, prima parte del Passo delle Erbe. Come contorno due ascese di seconda categoria e ben pochi tratti di pianura.

DICIANNOVESIMATAPPA
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Il ritorno del Maniva nella corsa rosa coincide con l'arrivo in salita più difficile del Giro, con i suoi 11 chilometri all'8.5%. Passo Daone, Piani di Prezzo e Riccomassimo sono salite più brevi ma con pendenze assai elevate. Tappa che assesterà in modo importante la classifica.
VENTESIMA TAPPA
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Tappa che ricorda imprese d'atri tempi, sia per il chilometraggio, che per l'arrivo in una grande città, che per le montagne lontane dal traguardo, che spingono al tutto per tutto. Ancora è tutto aperto, per chi ha coraggio e fantasia: le due salite proposte fanno tremare i polsi. Monte Baldo supera i 20 chilometri di lunghezza, con la seconda metà estremamente velenosa ed una discesa che si fa assai tecnica nella parte centrale. Il passo delle Fittanze è celeberrimo, con i suoi primi chilometri asfissianti e il falsopiano a salire negli ultimi. Di qui, ultimo GPM di Prima categoria del Giro, 42 chilometri di discesa verso Verona, con l'Arena pronta ad accogliere ed onorare il plotone.
VENTUNESIMA E ULTIMA TAPPA
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Brevissima passerella che porta dalla città scaligera a Brescia, che ritorna ad un finale di Giro dopo quello del 2013. È da ripetere per cinque volte un breve percorso di 6 km. La salitella che porta al Castello di Brescia, breve e semplice, assegnerà l'ultimo manipolo di punti per la maglia azzurra della corsa Rosa.

:babbo: Fine :babbo:

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 13/06/2016, 9:55

Tra Giro e Tour, propongo un mondiale a Pinerolo, senza Pramartino ma esageratamente difficile |zome1 sisi
PROVA IN LINEA
Come recente tradizione, percorso tutto in circuito con 12 giri (circa 240 km) per i prò. Due sono le asperità: il terribile San Bartolomeo preso dalla via Massera, due chilometri e mezzo al 13%, una discesa di cinque chilometri, e il muro di Principi d'Acaja in ciottolato stretto già visto al Giro. Arrivo praticamente identico a quello della tappa, due chilometri circa dopo il muro.
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PROVA A CRONOMETRO
Prova contro il tempo che, invece, parte da Torino e sarà ad appannaggio degli specialisti e priva di anomalie. Lunga e praticamente pianeggiante (impercettibile falsopiano a salire verso Cumiana, ma non si affronterà la Colletta), ha delle leggere ondulazioni negli ultimi 10 chilometri con la facile asperità del Colletto (800 metri al 6%) a tre chilometri dall'arrivo che costringerà a dosare bene le forze. Il primo rilevamento intermedio sarà nel bellissimo parco di Stupinigi.
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Re: I girini di Paganini

Post by Pigna » 13/06/2016, 11:55

Spettacolare! Ottima anche la scelta di non inserire Pra Martino per rendere il percorso ancora più duro.

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