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I girini di Paganini

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Paganini
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I girini di Paganini

Post by Paganini » 15/03/2016, 22:36

Anch'io creo il mio angolino personale per ospitare i miei giri-pseudoclassiche.

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Last edited by Paganini on 13/06/2016, 10:23, edited 7 times in total.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 24/07/2016, 18:46

In extremis presento anche la terza settimana:

SEDICESIMA TAPPA
Durante il giorno di riposo un paio d'orette di TGV per raggiungere Carcassonne. Tappa nervosa che porta la carovana in Spagna, battuta dal vento praticamente sempre negli ultimi 100 chilometri e dal finale assai televisivo, ricco di saliscendi e curve negli ultimi 50 chilometri. Il Coll des Belitres è un passo pirenaico(!) che, a soli 165 metri di altitudine, segnail confine fra Francia e Spagna.
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GPM: Cap de Rederis (4° Categoria, 123 m, 3.1 Km al 3.9%, Km 158.8), Coll des Belitres (4° Categoria, 160 m, 3.6 Km al 4.1%, Km 168.8), Coll de Frare (3° Categoria, 202 m, 3.5 Km al 5.7%, Km 175.3), Alto de St. Miquel (4° Categoria, 67 m, 1.0 Km al 5.1%, Km 180.5).


DICIASSETTESIMA TAPPA
Prima tappa pirenaica, interamente spagnola. Massiccio che sarà considerevolmente meno difficile delle Alpi e, vista la crono che ci sarà in 20esima tappa, obbligherà gli uomini da salita ad approfittare al massimo di queste ultime tre tappe e delle altre frazioni miste sparse nel Tour. Il piatto forte è la grossa salita HC inedita sia al Tour che alla Vuelta, il Turò de l'Home, punto apicale del massiccio del Montseny. Preceduta da una lunga discesa che può avere la sua importanza tattica, la salita è lunga più di venti chilometri, con gli ultimi 6 sempre sopra all'8% e punte in doppia cifra. Questo è l'ultimo vero arrivo in salita del Tour.
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GPM: Cote de Santa Pau (3° Categoria, 605 m, 6.0 Km al 4.3%, Km 79.1), Col de Font Vella (3° Categoria, 986 m, 28.3 Km al 2.9%, Km 150.0), Col de Santa Fe (2° Categoria, 1294 m, 6.3 Km al 4.1%, Km 171.7), Turò de l'Home (Hors Catégorie, 1646 m, 21.2 Km al 6.5%, Arrivo).

DICIOTTESIMA TAPPA
Si riparte dalla spagnola Vic per rientrare in Francia in una tappa che prevede i primi 150 km assai mossi ma privi di dure salite, ricchi comunque di falsopiani che si faranno sentire nella fase calda immediatamente successiva. La durissima ascesa al Paillères, ultimo GPM HC del Tour sarà il momento dove muoversi, dato che dopo non si avrà l'esplosivo arrivo ad Ax-3-Domaines ma il Col de Chioula -ultimamente soppiantato proprio da quest'ultima- e relativa discesa verso Ax.
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GPM: Collada de Toses (2° Categoria, 1789 m, 36.7 Km al 2.9%, Km 88.7), Port de Paillères (Hors Catégorie, 1993 m, 14.1 Km al 8.4%, Km 186.5), Col du Chioula (2° Categoria, 1423 m, 5.9 Km al 7.5%, Km 207.9).

DICIANNOVESIMA TAPPA
Ultima tappa di montagna, la meno difficile ma ancora in grado di scavare importanti distacchi per la lunghezza e la fatica accumulata nelle tre settimane. Dopo circa 190 km velocissimi si attacca a salire, prima in falsopiano poi più seriamente verso il Col de Soulor, appendice minore dell'Aubisque. Sono 11 km praticamente all'8 di media, seguiti da una discesa più breve ma impegnativa e due brevi salite, l'ultima -e più facile- delle quali porta allo scenografico ed inedito traguardo del Lac d'Estaing.
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GPM: Cote de Cos (4° Categoria, 591 m, 5.1 Km al 4.1%, Km 5.4), Cote de Cieutat (3° Categoria, 583 m, 5.3 Km al 5.1%, Km 136.8), Col de Soulor (1° Categoria, 1470 m, 11.5 Km al 7.7%, Km 212.8), Col des Bordères (2° Categoria, 1154 m, 3.9 Km al 7.2%, Km 224.4), Lac d'Estaing (4° Categoria, 1187 m, 5.0 Km al 4.0%, Arrivo).

VENTESIMA TAPPA
La più grande incognita prima della passerella finale. Cronometro meno da specialisti rispetto alla precedente, per il percorso più sinuoso che collega i due centri pirenaici.
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VENTUNESIMA E ULTIMA TAPPA
Tradizionale festa con gli 8 giri del tradizionale circuito parigino, ma tappa dalla lunghezza normale: dal 1993 non si aveva un chilometraggio tale nell'ultima tappa.
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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 28/07/2016, 20:00

LANCASTER - HALIFAX
Una classica caratterizzata dai suoi 12 strappi in pieno stile Yorkshire, 4 dei quali in pavé con punte fino al 25%.
Prevista anche una classifica a punti oltre che all'arrivo di tappa.
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Camenzind
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 29/07/2016, 16:29

Da calendario World Tour

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mike4296
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Re: I girini di Paganini

Post by mike4296 » 02/08/2016, 11:15

Bellissima la Lancaster - Halifax R&R

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 02/08/2016, 12:52

Grazie ad entrambi!

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 09/08/2016, 18:31

Inizio a presentare le candidature olimpiche, partendo da quella nella Città Eterna.
Tra le cinque candidature quella di Roma è probabilmente quella col percorso più esigente altimetricamente, ma anche la più difficile da interpretare, aprendosi sia agli uomini da classiche che agli uomini da GT.
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Dopo la scenografica passerella iniziale tra San Pietro, Castel Sant'Angelo, Piazza Navona, Piazza Venezia, via del Corso e Piazza di Spagna ci si dirige verso sud per attraversare un must della zona: il pavé della Via Appia Antica, sul quale la corsa procede per 6300 metri tutti rettilinei in massacrante, impercettibile per l'occhio ma evidente per le gambe, pendenza a salire. Si percorre solo il tratto più agevole della strada evitando quello ben più sconnesso a pietrone che si trova più vicino a Roma. Il falsopiano si fa sempre più marcato fino a raggiungere i Castelli Romani, e la famosa scalata dei Campi di Annibale: il ben noto muro finale, con tanto di sampietrini, è di 2 km al 10%. Subito dopo breve scalata a Rocca Priora e successiva, veloce, discesa che porta a Palestrina, città di inizio del primo circuito della gara: un anello di 26 km che prevede la scalata nei favolosi lacets della Rocca di Cave (salita lunga e dura, 8 km al 7%), un breve strappo verso Capranica e la discesa verso Palestrina.
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Il circuito è da ripetere due volte. Dopo circa 30 km in prevalente discesa si arriva a Tivoli per il secondo, decisivo circuito di 45 km da ripetere anch'esso due volte. Attori principali il breve ma tosto strappo che porta al centro storico di Tivoli, il passaggio sul bellissimo Ponte Gregoriano,
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la lunga ma docile salita del San Polo (quasi 10 km al 5%) con relativa discesa tecnica e, soprattutto, il terribile Muro di Castel Madama: 2 km all'8% che diventano via via più duri, arrivando ad un 15% medio negli ultimi 500 metri, con picchi del 26%.
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Dopodiché discesa e 30 km di pianura per arrivare a Roma. Ostacolo non insormontabile nella prova olimpica date le risicate dimensioni delle squadre in gioco, e grosso incentivo a fare corsa dura e muovere le acque prima dell'ultimo muro: il punto ideale per un attacco è la parte dura del San Polo, con i successivi chilometri pedalabili e la discesa tecnica per scavare la differenza decisiva. Finale impegnativo con una curva a 180° nell'ultimo chilometro, prima dell'arrivo scenografico ai Fori Imperiali col Colosseo sullo sfondo.
Image |giur

GPM: Campi di Annibale (2° Categoria, 700 m, 2.3 Km al 9.7%, Km 39.0), Rocca Priora (3° Categoria, 706 m, 2.3 Km al 6.1%, Km 48.4), Rocca di Cave (1° Categoria, 886 m, 7.1 Km al 7.4%, Km 77.1), Capranica (3° Categoria, 871 m, 1.3 Km al 6.4%, Km 80.0), Rocca di Cave (1° Categoria, 889 m, 8.0 Km al 7.0%, Km 103.9), Capranica (3° Categoria, 875 m, 1.5 Km al 6.0%, Km 107.0), Tivoli (3° Categoria, 218 m, 1.5 Km al 8.3%, Km 141.4), San Polo (2° Categoria, 627 m, 9.4 Km al 5.0%, Km 158.6), Muro di Castel Madama (3° Categoria, 417 m, 2.0 Km al 8.2%, Km 172.6), Tivoli (3° Categoria, 219 m, 1.7 Km al 7.4%, Km 186.5), San Polo (2° Categoria, 627 m, 9.4 Km al 5.0%, Km 203.4), Muro di Castel Madama (3° Categoria, 417 m, 2.0 Km al 8.3%, Km 217.4).

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Re: I girini di Paganini

Post by italyswiss » 09/08/2016, 21:07

Bellissima la classica di Halifax, un capolavoro :beer:

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Re: I girini di Paganini

Post by Pigna » 12/08/2016, 11:37

Vedono che i muri inglesi sono molto apprezzati... potrei eliminarli dalla mappa |corbell

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 13/08/2016, 10:23

Pigna wrote:Vedono che i muri inglesi sono molto apprezzati... potrei eliminarli dalla mappa |corbell
No problem, torno a muri e strade bianche neozelandesi :mrgreen:

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 18/08/2016, 12:06

BUDAPEST
Anche la candidatura della città magiara è dura e ancor più di Roma favorirà gli scalatori, a differenza delle proposte di Los Angeles, Parigi e Amburgo che favoriranno rispettivamente tipi da Ardenne, i finisseur e i velocisti.
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Partenza ed arrivo nella maestosa cornice dell'Oktogon a Pest per una parte in linea di 130 km circa, con due salite non troppo dure (3 km al 7% e 6 km al 5%). Al ritorno a Budapest si percorrà quattro volte il difficile e decisivo circuito di 30 km a Buda, caratterizzato da quattro salite dalle differenti caratteristiche:
la prima, Szecheniegi, è di gran lunga la più dura: i suoi 5 km al 6% tradiscono tratti ben più duri nella seconda metà, con punte del 20% nell'ultimo chilometro
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il viale alberato con le punte di pendenza maggiore
Dopodiché discesa non facile e attacco al muro di Hegyvidek, un chilometro e mezzo al 10% più regolare della precedente salita tranne una brevissima rampa al 20%, salita simile a quella di Grumari proposta a Rio.
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Discesa lunga e veloce per arrivare alle ultime due brevi salite:
Verhalom, 1 km al 6% con brevi punte al 13%
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e Csejtei, brevissima ma dura: 300 metri al 12%
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Di qui solo 4 km di pianura per eleggere il campione olimpico 2024.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 19/08/2016, 11:42

PARIGI 2024
Meno duro delle candidature precedenti per ovvie caratteristiche altimetriche, il percorso di Parigi è comunque variegato sia a livello paesaggistico che, soprattutto, tecnico, con un po' di tutto e spazio necessario per far saltare il banco.

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Partenza ed arrivo nell'immensa Place de la Concorde e giretto turistico per la capitale passando per Montmartre -con tanto di famoso strappetto in pavé-, Moulin Rouge, Tour Eiffel.
Ci si dirige verso sud per imboccare il primo dei due circuiti, quello di Versailles, di 33 km da ripetere tre volte.
Il circuito prevede due salite ravvicinate della collinetta dell'Observatoire de Paris da due differenti versanti (1,5 km al 7% e 2 km al 5%) e, soprattutto, l'immensamente scenografico passaggio alla Reggia di Versailles con attraversamento di Allée St. Antoine, un tratto in pavé di 1km su strada assai larga (usata anche per il passaggio di mezzi). Pavé, comunque, più difficile del classico sampietrino che quà e là si trova nella capitale.
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15 chilometri in piano portano il plotone a nord della capitale per l'attacco, ai -100, del secondo e decisivo circuito di Cormeilles-En-Parisis (patria natìa di Daguerre, l'inventore della fotografia), della lunghezza di 18 km e da ripetere cinque volte.
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Sicuramente non con questo tempo...
Le salite da affrontare sono tre per giro, tutte intorno al chilometro con pendenze intorno all'8%.
La prima sale all'altopiano del Fort de Cormeilles (1 km al 7.4%),
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la seconda (1 km al 6,5%) affronta la stessa collina dal versante nord e la terza arriva al seicentesco Moulin de Sannois con 1 km all' 8,1%.
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Al termine dei cinque giri mancheranno 18 km all'arrivo -incentivo a muoversi prima per chi vuole evitare una volata ristretta- che riporteranno a Place de La Concorde attraverso il consuetissimo passaggio all'Arco di Trionfo -mai così simbolico- e agli Champs Elysées.















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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 20/08/2016, 13:08

LOS ANGELES 2024
Circondata da strappi, Highlands ed alte montagne, Los Angeles offre terreno fertile per corse rizzanti, arricchite da una varietà scenografica e turistica che teme pochi confronti.
La corsa favorisce i puncheur da Ardenne ed è divisa in due parti: la prima presenta salite lunghe e dure, mentre la seconda si avvicina alla costa e presenta una grande quantità di strappetti brevi ma tosti.
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La corsa inizia subito in crescendo: la prima salita, le Raphael Hills, arriva dopo una ventina di chilometri: 4 km al 7,5% seguiti subito dallo strappetto di Linda Vista, 1,5 km al 6,5%: qui c'è il terreno subito per far partire la prima fuga. Arrivati a Pasadena c'è il settore più duro dell'intera prova: le tre salite impegnative di Altadena (3 km al 6,8%), Crescenta Highlands (4 km all'8,2%) e Georges Gap (13 km al 5%), punto più alto della corsa con i suoi 1118 metri. Le salite di Altadena e Crescenta sono particolarissime essendo sviluppate in rettilineo su strada larga per tutta la loro lunghezza, presentando tratti fino al 15% nei settori finali.
Quasi 50 km di discesa alternata a brevi strappi e falsopiani portano il plotone a Burbank, città dove Walt Disney costruì il suo successo. Qui inizia il secondo settore di gara, tutto di brevi strappi ed altrettanto brevi discese con pochissima pianura. I riferimenti di interesse turistico si sprecano, dalla scalata al Griffiths Observatory (2,8 km, 6,3%) alla scalata, spezzata in duri muretti, verso Hollywood.
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Il passaggio nella mitica Mulholland Drive segna l'inizio della parte probabilmente decisiva della corsa. L'ultimo strappo sarà ai -20, ma dopo solo brevi saliscendi fino all'arrivo posto a Beverly Hills.

GPM: San Rafael Hills (504 m, 3.8 Km al 7.5%, Km 24.4), Linda Vista (401 m, 1.6 Km al 6.6%, Km 29.1), Altadena (540 m, 3.0 Km al 6.8%, Km 45.7), Crescenta Highlands (724 m, 4.1 Km al 8.2%, Km 65.0), Georges Gap (1118 m, 13.2 Km al 5.0%, Km 85.6), Griffiths Obs. (342 m, 2.8 Km al 6.3%, Km 155.5), Briarcliff rd. (232 m, 0.9 Km al 10.6%, Km 161.5), Hollywoodland (315 m, 1.0 Km al 8.6%, Km 168.7), Wonder View (302 m, 0.9 Km al 7.2%, Km 171.8), Mulholland Drive (363 m, 2.4 Km al 5.7%, Km 175.3), Dona Lisa (318 m, 0.8 Km al 10.4%, Km 181.4), Deervale (321 m, 1.2 Km al 8.9%, Km 193.5), Wise Temple (400 m, 1.9 Km al 8.6%, Km 203.3), Westfall (370 m, 0.7 Km al 7.1%, Km 207.6), Deervale - 2 (319 m, 1.0 Km al 8.5%, Km 214.6).

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 06/09/2016, 13:32

Presento la Vuelta iniziando con le ultime due tappe per il contest, ossia le tappe 8 e 9 di sabato e domenica.

TAPPA 8
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La tappa del sabato prevede l'arrivo in salita più duro dell'intera Vuelta.
Il Mont Caro è inspiegabilmente un inedito per la corsa rossa (sebbene affrontato al Catalunya decenni fa da giganti come Lejarreta, Herrera, Indurain), ed è, senza mezzi termini, una bestia. 1400 metri di dislivello in una ventina di chilometri, con gli ultimi 15 all'8% (addolciti da un chilometro in falsopiano a metà ascesa) e l'arrivo, con torri ed antenne, in cima al monte che domina, tra le nebbie, il massiccio circostante: un fratello minore (ma non troppo!) e meno conosciuto del Mont Ventoux.
Classifica che subirà notevoli, ma non definitivi, distacchi.

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TAPPA 9
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La tappa della domenica è la più breve della corsa con in suoi 120 km scarsi e presenta un menu che non si vede di frequente nella corsa spagnola: tappa tutta piatta, corsa al livello del mare e, soprattutto, caratterizzata da 17 km di sterrati.
I settori totali sono 9 e concentrati nella seconda metà di gara: il più lungo e difficile, 5400 metri, è situato dopo Sant Carles de la Ràpita, stazione turistica estiva. I rimanenti (sui quali spicca il secondo, Poble, di 2800 metri, fanno parte di un circuito la prima metà del quale (14 km) è da ripetere due volte. Il gruppo sarà comunque estremamente sfilacciato anche nei tratti di raccordo tra settore e settore, raramente larghi e molto spesso simili alle strette strade che si incontrano nell'Amstel Gold Race, e ciò favorirà fratture che avranno ripercussioni su tappa e -probabilmente- classifica.

Esempio dei tratti sterrati:
Spoiler!
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 15/09/2016, 17:33

Non male, seppur troppo corta la tappa degli sterrati

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 19/09/2016, 14:32

Camenzind wrote:Non male, seppur troppo corta la tappa degli sterrati
Eh sì! Gli ho dato un'allungatina:
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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 26/09/2016, 23:47

MONDIALI 2021 - ETIOPIA


Allo scopo di suggellare la crescita esponenziale del movimento ciclistico etiope, culminata con il trionfo di Tsgabu Grmay al Tour 2019 e al Giro 2020, e porre il paese tra i grandi di questo sport, Addis Abeba ospiterà l'edizione 2021 dei Campionati Mondiali di Ciclismo su strada. Il percorso sarà esigente, sia a livello altimetrico che per l'elevata quota a cui si svolge, tra i 2000 e i 3000 metri: ciò fornirà le basi per una gara -sic!- all'ultimo respiro.
PERCORSO:
[attachment=1]Mondiali Etiopia.png[/attachment]
Dopo il tratto in linea da Debre Zeiyt verso la capitale, tutto in lieve falsopiano a salire, si percorreranno due giri del primo, facile, circuito nel sud della città e, passando per il viale delle ambasciate nella fase di trasferimento, quattro giri del difficile circuito finale. Circuito caratterizzato dalla difficile ascesa verso i 3000 metri di Intoto
[attachment=0]9781606999615-Rosa6.png[/attachment]
divisa in due: i primi 4 km facili al 5% e gli ultimi 3, durissimi, al 10%. I 20 km successivi, quasi tutti in discesa, ritornano nella città. Ai -2 uno strappo di 900 m al 6%, breve discesa e rettilineo finale in leggera salita (3-4%) per uno sprint finale quantomai al rallentatore.
Attachments
9781606999615-Rosa6.png
9781606999615-Rosa6.png (10.03 KiB) Viewed 1912 times
Mondiali Etiopia.png
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 06/10/2016, 17:08

In Etiopia? sei peggiò dell'UCI

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 07/10/2016, 16:07

Camenzind wrote:In Etiopia? sei peggiò dell'UCI
Addis Abeba è una città relativamente fresca data la sua altitudine: a Settembre/Ottobre la media è 17 gradi e la massima poco sopra i 20.
Più che il caldo, quindi, sarebbe l'altitudine -con conseguente rarefazione dell'ossigeno- il fattore da considerare: un po' come il Mondiale in Colombia che, verosimilmente, ci sarà fra 5-6 anni.

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Re: I girini di Paganini

Post by Paganini » 23/10/2016, 22:17

GIRO D'ITALIA
Senza le Alpi
In attesa di presentare le tappe con calma, presento qui un Giro caratterizzato da un disegno planimetrico assai strano: mancano infatti le Alpi.
Strana anche la presenza di ben tre isole nei primi cinque giorni di tappa, tralaltro senza nessun giorno di riposo (Entrambe le tratte navali intorno all'ora di durata).
Ne esce una corsa ovviamente senza le grandi cifre del massiccio prediletto ma comunque dura ed asfissiante soprattutto per la grande quantità di tappe nervose.
Gli arrivi in salita seri sono Il Ciocco, il Rifugio del Fragno presso Ussita (una piccola follia, sterrato, sarà la Cima Coppi con i suoi 1800 metri), il duro Monte Malaina in provincia di Latina, il Monte Faito e il Santuario di Montevergine.

PS.: per leggere meglio l'immagine, clic destro -> Apri in un'altra scheda
giro.png
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Re: I girini di Paganini

Post by Camenzind » 24/10/2016, 16:35

Interessante idea..seppur mi sembra massacrante dal punto di vista logistico nelle prime tappe isolane...

PS . Ma come le fate le cartine così belle? Qualche programma o photoshop?

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